Il mondo dei rapaci

RAPACI: PREDATORI DEL CIELO. CONOSCERLI e RICONOSCERLI.

Milioni di anni di evoluzione hanno portato allo sviluppo di questi predatori, i rapaci. Questi predatori sono stati in grado di occupare numerosissime nicchie ecologiche, dalla pianura alla montagna, dai poli alle regioni temperate, sono distribuiti in tutto il globo e spesso di trovano all’apice, o quasi, della catena alimentare.

 

poiana

 

Un rapace (dall’aggettivo latino rapax,-acis, derivato di rapĕre, che vuol dire “rapire”, “sottrarre con avidità” o “prendere con forza”) è un uccello predatore con il becco ad uncino, che gli permette di strappare le carni, dei robusti ed affilati artigli, per cacciare ed uccidere le prede, ed una vista o un udito eccezionali.

 

 

 

In ornitologia, il termine rapace si utilizza solo per gli uccelli appartenenti agli ordini Accipitriformes, Falconiformes e Strigiformes.

All’interno di questi 3 ordini, si distinguono due diverse tipologie di rapaci: quelli attivi di giorno (Accipitriformes, Falconiformes) e quelli notturni (Strigiformes). Questa distinzione non nasce solo dal fatto che questi animali hanno un ritmo sonno-veglia diverso tra loro, ma anche da quegli adattamenti che sono il risultato dei loro differenti stili di vita.

Il percorso evolutivo intrapreso da questi 3 ordini di uccelli ha portato alla formazione di numerose differenze morfologiche peculiari, che li rendono predatori efficientissimi anche nelle condizioni più avverse.

Per esempio, i rapaci diurni, sono dotati di un’eccellente vista, che permette loro di individuare la preda ad enorme distanza e di assicurarsi nella maggior parte dei casi un succulento pasto. Al pari, i rapaci notturni hanno sviluppato delle peculiarità morfologiche che garantiscono loro un udito eccezionale, così da poter cacciare anche di notte, quando la vista, sebbene adattata alla vista notturna, non costituisce l’elemento sensoriale capace di fare la differenza.

L’allocco degli Urali, per esempio, è in grado di cacciare un lemming che si muove sotto il manto nevoso, solo grazie al suo potentissimo udito.

Ecco qui un breve schema delle differenze principali tra i rapaci diurni e quelli notturni:

  

 

Rapaci Diurni

Rapaci Notturni

Ore di attività

L’attività è prevalentemente diurna. Nella stagione estiva, tuttavia alcuni falchi (falco lodolaio, pellegrino, gheppio e smeriglio) possono scegliere le ore del crepuscolo, quando il sole è pressoché tramontato per attaccare e predare insetti (es. maggiolini) o piccoli uccelli.

Normalmente attivi dal tramonto all’alba, spesso possono cacciare anche durante il giorno (es. civetta o gufo di palude).

 

Testa

Piccola e compatta al corpo, il percorso evolutivo ha evoluto in questi predatori una spiccata aerodinamicità che favorisce la specie durante il volo.

La scatola cranica è molto piccola, ma i fitti piumini che costituiscono il disco facciale (parabola per l’amplificazione dei suoni) la rendono rotonda e massiccia, significativamente grande rispetto al corpo dell’animale.

Becco

Becco rotondo e adunco (ricurvo), visivamente sporgente. Negli Accipitridi la mandibola superiore non è dentata in modo netto; mentre nei Falconidi il becco più largo e robusto è dentellato superiormente e caratterizzato da una sporgenza sul ramo superiore che s'inserisce perfettamente in un sottostante incavo del ramo inferiore detta “dente di falco”.

Becco adunco, ma piccolo. Negli Strigiformi si denota la presenza di numerose filopiume modificate in prossimità del becco e comunque nel disco facciale che costituiscono una forma speciale di “vibrisse” che mantengono le stesse funzioni di quelle presenti nel gatto.

 

Occhi

Occhi molto sviluppati rispetto alle dimensioni del corpo (es. Aquila reale: più grandi di quelli umani). L’iride può essere scura e brillante come nei Falconi, o più in generale, vivacemente colorata, variando dal marrone al giallo ambra od al rosso aranciato.

Occhi molto grandi in posizione frontale permettono la visione binoculare. L’iride può presentare diverse tonalità: molto chiara, per la visione diurna e crepuscolare (es. Civetta – occhi gialli); iride intermedia, per quelli che hanno abitudini sia diurne che notturne (es. Gufo – iride arancione); totalmente nera, per quei rapaci che sono attivi durante la notte (es. Barbagianni).

Zampe

Dita delle zampe senza piume. Tre dita sempre davanti e una dietro. Questo tipo di presa conferisce al rapace diurno una grande forza specie nell’immobilizzazione della preda.

Zampe e dita piumate (per la termoregolazione), con due dita in avanti e due piegate indietro (presa zigodattile), una delle quali può, in caso di necessità, ruotare in avanti.

Ali

Accipitridi (come sparvieri, astori, aquile, poiane, bianconi, albanelle e nibbi) hanno ali larghe ad estremità arrotondata.

I Falconidi denotano ali più lunghe e appuntite che riscontriamo nei gheppi, pellegrini e lodolai.

Ali lunghe (es. Barbagianni, Gufo comune e gufo di palude) per una maggior agilità; corte (es. allocco, barbagianni) per un volo poco agile ma molto reattivo e capace di compiere improvvise virate e virtuosismi aerei, L’ideale per animali che vivono nella folta vegetazione.

Piumaggio

Piumaggio compatto e meno morbido rispetto agli Strigiformi. La rigidità delle piume garantisce all’animale una maggior stabilità in volo.

Piumaggio morbido e soffice, con una frangiatura delle penne, che consente di diminuire i vortici d’aria e l’attrito, che si creano durante il volo tra di esse, garantendo al rapace un volo silenzioso.

SENSI

 

 

Vista

La vista sviluppatissima di questi animali è dovuta ad un’elevatissima concentrazione di coni, cellule sensoriali dell’occhio che permettono di sviluppare una maggior definizione delle immagini. Inoltre, altri adattamenti morfologici, come la curvatura delle lenti o le particolari strutture ossee su cui si attaccano muscoli che regolano l’apertura della pupilla, permettono a questi animali un’eccellente messa a fuoco e una rapida localizzazione della preda.

La retina possiede un’elevatissima quantità di bastoncelli, i quali intensificano la pochissima luce ambientale consentendo la visione al buio. L’animale non è però in grado di individuare la posizione esatta della preda al buio, ma è sufficiente per garantire all’animale gli spostamenti nella boscaglia.

Inoltre, sono in grado di ruotare la capo di 270°.

Udito

Non particolarmente sviluppato.

In alcune specie tuttavia recenti studi hanno dimostrato che anche alcuni rapaci diurni (genere Circus ovvero albanelle e falchi di palude) denotano significative capacità uditive che rendono più facile la loro caccia nei canneti o nelle brughiere.

Udito estremamente sviluppato, consente a questi animali di individuare la preda anche a decide di metri di distanza e di catturarla con incredibile precisione, anche senza poterla vedere. Le grosse cavità auricolari sono poste dietro gli occhi, cosi da poter ricevere facilmente le vibrazioni delle filopiume del disco facciale. I padiglioni auricolari sono asimmetrici così da poter ricevere maggiori informazioni. Inoltre, per poter individuare con precisione l’origine del suono, questi animali utilizzano il Bobbing (singolari movimenti della testa).

ALIMENTAZIONE

 

 

Borre (rigetti atti a ripulire l’intestino)

Composte quasi esclusivamente da penne e peli, poiché i resti delle prede vengono quasi completamente digeriti dall’animale.

Contenenti penne, pelo, ossa ed esoscheletri di insetti, utili per la determinazione della specie risalendo alle loro prede.

RIPRODUZIONE

 

 

Dimorfismo sessuale

In molte specie il maschio è visibilmente più piccolo della femmina.

Inoltre in molte specie le colorazioni tra maschi e femmine sono spesso molto differenti. Numerosi studi di identificazione in volo, permettono oggi di identificare maschi e femmine anche in specie con ove le differenze sono meno eclatanti.

Difficile distinguere i sessi in base alla dimensione, ma in alcuni casi, per determinare il sesso, si possono utilizzare le dimensioni biometriche del tarso (es. civetta ), oppure la colorazione del piumaggio (es. Barbagianni), ecc..

Nidi

Costruiscono il nido individualmente ma in alcune specie le coppie preferiscono riutilizzare nidi abbandonati da altri volatili o utilizzati dalla stessa coppia negli anni precedenti.

Covano in cavità, nicchie o all’interno di nidi abbandonati da altri uccelli (gufo comune nei nidi di Corvidi). La maggior parte delle specie occupano con favorevoli riscontri i nidi artificiali.

Uova

Uova da bianche a molto colorate a macchie, per favorirne il mimetismo.

Uova bianche (non necessitano di mimetizzarsi all’interno di cavità).

Escrementi delle nidiate

Escrementi bianchi vengono “spruzzati” fuori dal nido, facilitandone l’individuazione.

Gli escrementi sono prodotti all’interno del nido in alcune specie, ma i giovani lasciano con maggior anticipo il nido stesso evitando troppi accumuli.

 

nibbio bruno

Le prede preferite di questi volatili sono molto diversificate a seconda delle dimensioni dell’animale: invertebrati, quali insetti e lombrichi (es. civetta e assiolo); mammiferi, dai più piccoli, come topi e topi ragno, fino a raggiungere dimensioni più significative come piccoli di camoscio (aquila reale).

Milano è oggi popolata da numerosi rapaci, sia diurni che notturni, come mai?

La vita del predatore non è poi cosi facile, individuare una preda non ne garantisce la cattura e, soprattutto durante l’inverno, l’ambiente ostile spesso non è d’aiuto. In questo contesto, la città offre una maggior abbondanza di cibo. Topi, cornacchie, piccioni e altri piccoli volatili sono abbondanti nel territorio milanese e quindi la possibilità di catturare un buon pasto tra le mura della città è alta anche in inverno, soprattutto perché le temperature sono leggermente più alte in città.

Inoltre, per animali come il falco pellegrino, abituati a nidificare su pareti rocciose a picco, un grattacielo non si discosta molto dal loro ambiente naturale, rappresentando il luogo ideale dal quale sferrare il suo attacco mortale in picchiata.

Nell’ultimo decennio un sacco di animali stanno modificando il loro areale di distribuzione (zone in cui vivono) per raggiungere anche le grandi città. Tra di essi troviamo anche numerosi rapaci.

civetta

A Milano gheppio, sparviere, lodolaio, falco pellegrino, civetta, allocco e gufo comune hanno trovato un habitat ottimale e quindi si sono stabiliti qui per nidificare, mentre la poiana raggiunge la nostra città durante l’inverno, per trascorrere qui lo svernamento. Inoltre, molti altri rapaci sorvolano la nostra città o accidentalmente o durante la migrazione. Negli ultimi anni sono stati avvistati: falco pecchiaiolo, biancone, falco pescatore, nibbio bruno, nibbio reale, falco di palude, albanella reale, albanella minore, smeriglio, assiolo, barbagianni e falco di palude.

 

 

IMPORTANTE:

A noi della Lipu preme sottolineare che, se doveste trovare dei piccoli di rapace (pulli) sul terreno, a meno che non siano in pericolo di vita (nelle vicinanze di una strada, in zona di caccia di volpi o altri predatori), è consigliabile non spostarli. I nidiacei, infatti, tentano l’involo precocemente, ma restano nei paraggi del nido, dove i genitori possono sorvegliarli e nutrirli, fino al momento in cui i giovani rapaci riescono finalmente a spiccare il loro primo volo.

 

fagianaalloccoQueste foto sono state scattate da Silvestro Prota, uno degli attivissimi volontari della Sezione di Milano, durante una delle numerose liberazione che avvengono costantemente nel centro di recupero per la fauna selvatica “La Fagiana”, sito a Ponte Vecchio di Magenta (crfs [dot] lafagiana [at] lipu [dot] it – 3383148602 – Responsabile Veronica Burresi).

La Fagiana si occupa da anni di recuperare e restituire alla libertà gli animali selvatici in difficoltà.

Attualmente il Centro è in difficoltà economiche a causa del ritardo nell’ erogazione dei fondi e rischia di chiudere i battenti, lasciando tanti animali in difficoltà. Spendo queste due parole con la speranza che leggendole decidiate di fare una piccola donazione per aiutare il centro a comprare cibo e altre forme di sostentamento per i nostri animaliselvatici in difficoltà!

                  gheppiofalco

 

Per Lipu Milano

Veronica Mastromauro

Referente Rapaci

 

Troverai di più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le pietre ti insegneranno ciò che non si può imparare da maestri.   Cit. San Bernardo