Il mondo dei rapaci

Il mondo dei rapaci..

Risultato di milioni gli anni di evoluzione i rapaci occupano numerosissime nicchie ecologiche, dalle pianure alla montagne, dalle steppe alle regioni temperate. Un rapace (dall’aggettivo latino rapax,-acis, derivato di rapĕre, che vuol dire “rapire”, “sottrarre con avidità” o “prendere con forza”) è un uccello predatore appunto con un becco ad uncino (che gli permette di strappare le carni), con robusti ed affilati artigli (per cacciare ed uccidere le prede) ed una vista o un udito eccezionali.

In ornitologia, il termine rapace si utilizza solo per definire gli uccelli appartenenti agli ordini Accipitriformes, Falconiformes e Strigiformes. All’interno di questi 3 ordini, si distinguono due diverse tipologie di animali: quelli attivi di giorno (Accipitriformes, Falconiformes) e quelli notturni (Strigiformes). Questa distinzione non nasce solo dal fatto che questi animali hanno un ritmo sonno-veglia diverso tra loro, ma anche alla luce dei loro adattamenti, risultato dei differenti stili di vita.

Gufo - foto di Silvestro Franco

Il percorso evolutivo intrapreso da questi 3 ordini di uccelli ha portato infatti alla formazione di numerose differenze morfologiche peculiari, che li rendono predatori efficientissimi anche nelle condizioni più avverse. I rapaci diurni, per esempio, sono dotati di un’eccellente vista, che permette loro di individuare la preda ad enorme distanza e di assicurarsi nella maggior parte dei casi un succulento pasto. Al pari, i rapaci notturni hanno sviluppato delle peculiarità morfologiche che garantiscono loro un udito eccezionale, così da poter cacciare anche di notte quando la vista, sebbene adattata, non costituisce l’elemento sensoriale capace di fare la differenza.

Abbiamo elaborato un breve schema che mette a confronto le principali peculiarità dei rapaci diurni e notturni; per consultarlo cliccate qui.

Le prede preferite di questi volatili sono molto diversificate a seconda delle dimensioni dell’animale: dai piccoli invertebrati, (insetti e lombrichi per civetta e assiolo), ai rettili e piccoli mammiferi (lucertole, topi, eccetera per i gheppi), agli altri uccelli (falco pellegrino e sparviere) fino ai grandi mammiferi (come piccoli di camoscio  per l’aquila reale).

Milano è oggi popolata da numerosi rapaci, sia diurni che notturni; come mai?

La vita del predatore non è poi così facile, individuare una preda non ne garantisce la cattura e, soprattutto durante l’inverno, l’ambiente ostile spesso non è d’aiuto. In questo contesto, la città offre una maggior abbondanza di cibo: topi, cornacchie, piccioni e altri piccoli volatili sono abbondanti nel territorio milanese e quindi la possibilità di catturare un buon pasto tra le mura della città è alta anche in inverno, soprattutto perché le temperature sono leggermente più alte in città. Inoltre, per animali come il falco pellegrino, abituati a nidificare su pareti rocciose a picco, un grattacielo non si discosta molto dal loro ambiente naturale, rappresentando il luogo ideale dal quale sferrare il suo attacco mortale in picchiata.

Gheppi - foto di L. E. Di Mauro

Nell’ultimo decennio un sacco di animali stanno modificando il loro areale di distribuzione (zone in cui vivono) per raggiungere anche le grandi città: tra di essi troviamo anche numerosi rapaci.

A Milano gheppio, sparviere, lodolaio, falco pellegrino, civetta, allocco e gufo comune hanno trovato un habitat ottimale e quindi si sono stabiliti qui per nidificare, riprodursi, cacciare. Inoltre, molti altri rapaci sorvolano la nostra città o accidentalmente o durante la migrazione: è il caso del falco pecchiaiolo, biancone, falco pescatore, nibbio bruno, nibbio reale, falco di palude, albanella reale, albanella minore, smeriglio, assiolo, barbagianni e falco di palude. 

Buon birdwatching a tutti!!!

ATTENZIONE:

In caso di ritrovamento di un piccolo (pullus) di rapace sul terreno, a meno che lo stesso non sia in pericolo di vita (nelle vicinanze di una strada, in zona di caccia di volpi o altri predatori), è consigliabile non raccoglierlo: in molte specie infatti i giovani tentano l’involo precocemente, ma restano nei paraggi del nido, ove i genitori possono sorvegliarli e nutrirli (a terra), fino al momento in cui gli stessi riescono finalmente a spiccare il loro primo volo.

 

Per Lipu Milano

Veronica Mastromauro, referente Rapaci