la storia

cicogne landriano, foto Iris Russo, ibis sacro  foto: I. Russo


STORIA DI CICOGNE … E DI ANGELI CUSTODI

 

Di Thomas Giglio – LIPU Milano

 

Questa storia comincia a metà aprile, quando in Sezione arriva la segnalazione di un cittadino che dice di aver visto due cicogne su di un nido di fianco alla tangenziale di Milano. C'è di che essere scettici, sia perchè le conoscenze ornitologiche dei milanesi sono bassine (riceviamo spesso telefonate che dicono più o meno testualmente così: "ho trovato un uccello in difficoltà, penso sia un merlo od un passero od un piccione, però non posso escludere sia un falco") sia perchè -anche se qualche recente tentativo di riproduzione in provincia c'è stato - le cicogne mancano come nidificanti dall'area metropolitana di Milano da circa trecento anni.


Decidiamo comunque di controllare ed ecco la sorpresa: il nido c'è davvero, ed i due adulti non sono inanellati, segno che non provengono dai vari centri di ripopolamento sparsi sul territorio ma sono -verosimilmente- esemplari migratori. Rimane il mistero di cosa li abbia spinti a metter su casa qui, su di un palo come ce ne sono tanti, alto 6 metri e distante altrettanto dal margine della carreggiata di una delle autostrade più trafficate d'Italia.  Intorno, un campo di grano chiuso su tutti i lati da svincoli e rampe di tangenziale, sorta di enclave pseudorurale nel pieno del tessuto urbano: il più classico dei non-luoghi insomma. Forse - a voler forzare un'interpretazione - potremmo dire che le cicogne, prese tra l'istinto che le spinge a nidificare presso gli umani e la consapevolezza dei pericoli che quegli umani comportano, abbiano optato per una via di mezzo: vicini sì, ed anche ben visibili, ma al tempo stesso fuori della portata di chiunque.


Comunque sia, resta il fatto che le cicogne ci sono ed vanno protette dai possibili rischi (le collisioni con gli automezzi, la folgorazione contro i cavi del vicino elettrodotto, le possibili "iniziative" dei curiosi, ecc). Inoltre l'occasione sembra perfetta per fare un po' di divulgazione, spiegando alla gente -che intanto continua a scrivere chiedendo informazioni - cosa sta succedendo. Infine, dal punto di vista scientifico, sembra importante raccogliere dati circa gli adattamenti comportamentali che questo ambiente particolare aveva richiesto.

 

osservare le cicogne a milano in modo coretto  visite guidate LIPU,  osservare le cicogne a milano in modo coretto foto: K. archivio LIPU

La prima soluzione è stata "Campo cicogna": trovato uno stradello tra i campi che portava esattamente di fronte al nido, ma sul lato opposto rispetto all'autostrada (quindi in completa sicurezza per noi e per gli uccelli), ci siamo attrezzati con cannocchiale e taccuino per fare monitoraggio e visite guidate. Nonostante un certo successo (circa cento i visitatori coinvolti nelle varie uscite, tante e tante le ore di osservazione accumulate) è stato presto chiaro che se volevamo portare il monitoraggio fino in fondo (cioè fino a settembre) serviva altro. Oltrettutto l'idea di attraversare la città per mettersi a bordo tangenziale sotto il sole a picco a guardare degli uccelli che per la gran parte del tempo stanno immobili attirava gli appassionati ma -per qualche strana ragione - non faceva breccia su di un pubblico più vasto...


Ecco allora la seconda soluzione: installare una web cam che permettesse ai volontari un monitoraggio davvero costante (pronti ad intervenire in caso di emergenza) ed a tutti di godere comodamente dello spettacolo.
Facile a dirsi, meno a farsi: in un tempo ed un luogo in cui siamo tutti costantemente sotto l'occhio delle telecamere, piazzarne una in un campo di grano e collegarla ad internet è impresa ardua. Ne siamo venuti a capo solo grazie ad un grande lavoro di squadra, e proprio questa capacità di costruire legami col territorio -ricucendolo sia da un punto di vista fisico che sociale - è stata il valore aggiunto del progetto.


In primis serviva qualcuno che avesse l'esperienza e la sensibilità necessarie per curare l'aspetto tecnico dell'installazione, ed il contatto è stato trovato grazie ad uno dei partecipanti alle visite guidate: lui ci ha presentato la persona che -tra le altre cose - si è occupata della web cam messa dal Parco dello Stelvio nel nido del gipeto. Il comune di San Giuliano milanese -sul cui territorio sorge il nido, e che è stato coinvolto nel progetto fin da subito - ha fatto da tramite con una Società con sede nelle vicinanze ma interessi in tutto il mondo, che si è offerta di coprire i costi. Il contadino che coltiva il campo ha acconsentito di buon grado a lasciarci installare le apparecchiature (ed inoltre ha accettato di rinunciare a una parte del raccolto per lasciare una fascia di rispetto intorno al nido). Grazie ad un socio della Sezione di Parabiago (che ha collaborato con la nostra al progetto) abbiamo individuato un provider disponibile a fornire l'installazione necessaria per il collegamento online in tempi rapidi (e per di più gratis). A questo punto sembrava tutto pronto, ed invece mancava l'elemento più importante: abbiamo scoperto infatti che nel campo in questione non c'era copertura wireless. L'unica soluzione era quella di trovare un qualche punto di riferimento in vista rispetto al nido ma alto abbastanza da poter ricevere il segnale dai ripetitori. Ricordo ancora il momento in cui alzando gli occhi e guardandoci intorno a 360 gradi abbiamo trovato nel piatto skyline milanese la sagoma aggraziata del campanile dell'Abbazia di Viboldone, un gioiello costruito nel '300 dai monaci Umiliati (che oltretutto sono responsabili -come e forse ancor più dei Cistercensi - di quelle innovazioni in campo agricolo quali il sistema delle marcite e dei fontanili, cui si deve - oltre alle fortune economiche di Milano - la presenza di uccelli quali aironi e cicogne nelle nostre zone). Abbiamo scritto subito alle monache che vivono nell'Abbazia, spiegando la situazione. Loro dapprima sono titubanti: a sentir parlare di webcam si preoccupano e temono intromissioni nella loro vita ritirata. Le tranquillizziamo spiegando che ci basta installare una piccola antenna per "rimbalzare" il segnale, ed accettano.


cicogne sul nido, sergio reinhardt, 10/06/10  nido cicogne, 10/06/25 

foto: S. Reinhardt. archivio LIPU                              foto: K. archivio LIPU


A questo punto tutto è pronto, e nel frattempo anche le cicogne "collaborano": incuranti di una delle primavere più piovose e fredde del secolo, hanno portato avanti la cova e così a fine maggio nascono i piccoli (prima tre e poi -qualche giorno più tardi - un quarto).
Intanto si crea un circolo virtuoso per cui qualche giornale si interessa al progetto, questo fa crescere i contatti sul sito e di conseguenza aumenta la copertura mediatica e così via.


Se quindi la webcam raggiunge i risultati sperati dal punto di vista divulgativo, ancora maggiore è il successo sotto il profilo protezionistico. Accade infatti che uno dei piccoli cada dal nido e si veda chiaramente nelle immagini muoversi alla base del palo. Che fare? La voglia di intervenire è frenata dalla consapevolezza che così facendo perderemmo irremidiabilmente qualcosa. Ogni animale infatti non è solo un'entità biologica, ma anche -e sopratutto - un'entità culturale; riflette non solo i geni della sua specie ma anche la "storia", le abitudini, gli adattamenti della popolazione di cui fa parte. Soccorrere un piccolo per allevarlo in condizioni "artificiali" vuol dire salvare il primo aspetto ma perdere il secondo. Forti di queste considerazioni, abbiamo passato le successive 48 ore attaccati al video sperando di cogliere qualche segno di interazione tra gli adulti ed il giovane. Ma evidentemente non rientra tra le routines della specie quello di occuparsi dei piccoli caduti (più che comprensibile d'altronde visto che in genere i nidi sono a decine di metri di altezza e quindi non consentono sopravvissuti); alla sera del secondo giorno decidiamo di intervenire, raccogliamo il giovane in condizioni ormai critiche e lo portiamo ormai a notte fatta direttamente a casa della Responsabile del Centro di recupero LIPU de "la Fagiana". Seguono giorni convulsi, in cui i volontari pendono dalle labbra della Responsabile che -tramite la mailing list della Sezione - diffonde bollettini medici due volte al giorno: il piccolo è sotto flebo e non sembra reattivo. Il terzo giorno possiamo sciogliere la prognosi: si salverà. Difficile dire se potrà essere riaggregato alla famiglia in tempo per la migrazione, ma di certo potrà tornare ad una vita libera. Basterebbe questo a ripagare i tanti sforzi profusi.


Il progetto però va avanti, i tre giovani rimasti al nido crescono e a circa 65 giorni dalla nascita provano il primo volo. Da quel momento guardare le immagini a video diventa ancora più divertente: è tutto un susseguirsi di decolli e partenze, sempre con l'orologio in mano per cronometrare la durata delle assenze che man mano si allunga.


Certo, vedere il nido ormai vuoto fa malinconia, ma la speranza è che il prossimo aprile si possa riempire di nuovo: noi comunque, nel dubbio, già da marzo provvederemo a piazzare nuovamente la web cam, in modo da non farci trovare impreparati...

Parma, 26 agosto 2010


i giovani fuori dal nido un grazie ad Iris Russo per le foto inviateci!

cicogne landriano, foto Iris Russo, giovani foto: I. Russo

gruppo cicogne landriano 10/08 foto: K.E.

cicogne in giro, fluegge, giovani cicogne pascolano foto: K.E.

i giovani ormai sono quasi pronti alla vita indipendente e stanno sempre più spesso fuori del nido. Due frequentano il campo lungo la tangenziale ma sul lato opposto, mentre il terzo si allontana maggiormente. Dove vada non si sa, anche se ci hanno segnalato alcune cicogne nelle risaie a Landriano; comunque a sera torna ancora e si mette sui pali vicini a quello del nido.

nido delle cicogne disfatto con plastica cicogne in giro, fluegge, giovani cicogne pascolano, 3 foto: K.E.


primi voli giovani cicogne, Zani  primi voli giovani cicogne, Zani foto: G.Zani

primi voli - partenze ed arrivi


soccorso cicogna

soccorso cicogna soccorso cicogna foto: P. Coruzzi

Da qualche tempo gli automobilisti milanesi hanno un nuovo passatempo per affrontare le abituali file in tangenziale: seguire le evoluzioni della coppia di cicogne che ha scelto di fare il nido proprio su di un palo a pochi metri dalla carreggiata, in territorio di San Giuliano milanese. I quattro piccoli nati a fine maggio sono ben presto diventati le mascotte dei pendolari che ne seguono la crescita giorno per giorno. Vista la particolarità della situazione, la sezione milanese della LIPU ha installato una webcam che permette di monitorare il nido 24 ore su 24 tramite internet. Scelta che si è rivelata provvidenziale quando - ieri mattina - un volontario si è accorto che le immagini mostravano solo tre giovani nel nido.

L'urlo di entusiasmo per quello che poteva essere il primo volo si è spento poco dopo, quando nell'inquadratura è comparso il quarto piccolo per terra, alla base del palo. Non di involo si trattava, ma di caduta. Per fortuna sembrava muoversi bene, segno che non aveva riportato ferite, ma restava il dilemma: i genitori se ne sarebbero occupati ancora? Seguivano ore cariche d'ansia, scrutando il monitor nella speranza di vedere gli adulti scendere a terra per nutrirlo.

A sera sembrava ormai chiaro che la dura legge della natura stava facendo il suo corso, per cui è scattato il piano d'emergenza: una squadra di 4 volontari è andata sul posto, ha raccolto il piccolo e -verificate le condizioni critiche - lo ha immediatamente portato alla responsabile del Centro recupero fauna selvatica "La Fagiana" che la LIPU gestisce nel Parco del Ticino. Grazie alle amorevoli cure prestate, la situazione è in miglioramento e Veronica Burresi - la Responsabile del Centro - si dice ottimista sulle possibilità di recupero. La speranza è che il giovane possa essere ricongiunto alla famiglia in tempo per la migrazione, in modo da poter tornare ad una vita davvero libera e selvaggia.

Per informazioni sulle condizioni del giovane e su come aiutare le cicogne si può scrivere a milano [at] lipu [dot] it o chiamare il 3351010707; per seguire le immagini dal nido basta digitare www.lipumilano.it (sul sito si trovano immagini fisse aggiornate ogni minuto; le immagini in diretta sono ad accesso riservato per non sovraccaricare il server, ma dietro richiesta motivata si possono ottenere i codici di accesso).


 

cicogne sul nido, sergio reinhardt, 10/06/10  nido cicogne, 10/06/25 lato est

foto: S. Reinhardt, archivio LIPU                   foto: K. archivio LIPU


cicogne sul nido  cicogne sul nido, Viboldone, tangenziale est, milano 2010 foto: G.Zani

Il ritorno della cicogna

Dopo un’assenza durata secoli, la cicogna è tornata a fare il nido a Milano!

Era infatti dal ‘600 che questi uccelli avevano smesso di riprodursi in Italia, avendo pagato cara la “confidenza” che sono soliti concedere agli umani.

Ma da 40 anni a questa parte c’è stata un’inversione di tendenza, grazie soprattutto agli sforzi della LIPU che in molte aree d’Italia ha creato delle colonie di individui in semilibertà. Così - un po’ perché i nuovi nati andavano man mano a ripopolare il territorio circostante, un po’ perché alcuni individui che durante la migrazione dall’Africa al Nord Europa attraversavano l’Italia hanno ricominciato a fermarsi attratti dai conspecifici - si sono avuti i primi casi di nidificazione spontanea nel nostro paese. La Lombardia si è rivelata particolarmente adatta per questa ricolonizzazione grazie alla presenza delle risaie, terreno di caccia prediletto per questi uccelli che si nutrono in particolare di anfibi. La specie si è attestata soprattutto nelle provincie di Pavia e Lodi, ma negli ultimissimi anni ha cominciato a frequentare anche la provincia di Milano.

Ora il ritorno può dirsi completo: una coppia ha fatto il nido per la prima volta nell’area metropolitana milanese, e per farlo ha scelto un luogo di forte impatto simbolico: un vecchio traliccio in disuso posto a meno di dieci metri dalla carreggiata della tangenziale est, sotto gli occhi delle migliaia di automobilisti che transitano da lì ogni giorno.


 

carovana - installazione webcam, monitoraggio nido 10/06/10  carovana - installazione webcam, monitoraggio nido 10/06/10

montaggio - installazione webcam, monitoraggio nido 10/06/10  montaggio - installazione webcam, monitoraggio nido 10/06/10

montaggio - installazione webcam, monitoraggio nido 10/06/10  carovana di ritorno - installazione webcam, monitoraggio nido 10/06/10 foto: K.- archivio LIPU

i volontari LIPU e il team "nauta" durante la "mission: cicogna-webcam"

Il “progetto cicogne” di LIPUMilano

Quando, circa a metà aprile, sono arrivate alla nostra Sezione le prime segnalazioni di automobilisti che avevano notato la coppia indaffarata al nido, ci siamo subito chiesti cosa fare. Tenere nascosto l’evento era chiaramente impossibile vista la collocazione, ma non si poteva neanche lasciare che la natura facesse il suo corso, sperando nella buona sorte. Troppi i pericoli in agguato, soprattutto in vista del periodo in cui i piccoli avrebbero sperimentato i primi voli. Il traffico veicolare in primis, con auto e camion che sfrecciano a pochi metri. Poi i curiosi più o meno benintenzionati, desiderosi di portarsi a casa un ricordo di qualche tipo. E ancora, i cavi dell’alta tensione che passano poco sopra il nido, il possibile stress dovuto al rumore continuo (oltre alla tangenziale, sul sito corrono le rotte aree per Linate), i lavori di manutenzione dei cigli autostradali, e tanto altro.

Abbiamo deciso allora di organizzare un campo di monitoraggio sia per vegliare sulla coppia, pronti ad intervenire in caso di bisogno, e sia per sensibilizzare i cittadini offrendo visite guidate che permettessero di dare sfogo alla legittima curiosità ma in condizioni di sicurezza per i visitatori e per la coppia, cioè compiendo le osservazioni da una strada di campagna sul lato opposto della tangenziale rispetto al nido (le visite si svolgono ogni weekend; prenotazioni al 3351010707).

Purtroppo però questo campo di monitoraggio può coprire solo un piccolo arco temporale, mentre i pericoli sono costanti. E’ nata così l’idea di installare una webcam che permettesse un controllo continuo tramite internet, in modo da poter intervenire tempestivamente in caso di bisogno.

Una operazione del genere richiedeva però ingenti risorse sia finanziarie che tecniche: le prime sono state reperite grazie alla Società “Bindi”, che avendo sede nelle vicinanze ha confermato il suo legame col territorio accettando di finanziare il progetto, mentre per le seconde ci si è rivolti allo “specialista” Michele Manghi che con la sua Società “Nauta” ha già compiuto installazioni su nidi in condizioni estreme. Tra i partners del progetto vanno poi ricordati  il Comune di San Giuliano Milanese nella persona del dirigente Gianpaolo Acerno – per il supporto logistico insostituibile -, le monache dell’Abbazia di Viboldone –per aver acconsentito all’installazione di un’antenna sul campanile in modo da permettere la trasmissione del segnale - e l’imprenditore agricolo Luciano Benetti – sul cui campo sorge il nido – per aver fornito collaborazione totale nelle varie fasi dell’impresa.


 

cicogne  sul nido, Viboldone, tangenziale est, milano 2010 foto: K.- archivio LIPU

La carta d’identità della coppia

La costruzione del nido è iniziata ad aprile. I due individui (quasi identici, poiché nelle cicogne il dimorfismo sessuale è limitato) non sono inanellati, e quindi non provengono dai vari centri di ripopolamento presenti in Lombardia. Le uova sono state deposte verso il 20 aprile, e dopo più di un mese di cova (particolarmente difficile a causa delle condizioni meteo, con pioggia e anche grandine quasi ogni giorno) si sono schiuse il 23 maggio.

Ne sono nati 3 piccoli (un quarto è nato qualche giorno dopo; è ancora visibilmente più indietro nello sviluppo ma sembra recuperare in fretta). I genitori si alternano al nido per alimentarli (soprattutto con rane che catturano nelle vicine risaie) dandosi il cambio circa ogni ora. Se tutto procederà per il meglio, verso fine luglio i giovani dovrebbero cominciare i primi tentativi di volo, abbandonando il nido per periodi via via più lunghi. L’accudimento dovrebbe continuare poi per circa un mese, finchè – verso fine agosto – la famiglia si “scioglierà definitivamente con la dispersione dei giovani sul territorio.

E’ probabile che la coppia tornerà a riutilizzare il nido l’anno prossimo, quindi diamo appuntamento a tutti nel 2011 su questi schermi per la seconda parte de “Il ritorno della cicogna”!