Adotta un nido

Le specie di uccelli abituate a nidificare negli anfratti e negli incavi degli alberi (fra cui molte che si cibano di insetti dannosi) oggigiorno faticano a trovare luoghi appropriati dove costruire i loro nidi.
Ancora una volta questa situazione è dovuta all'ordine e alla logica economica imposti dall'uomo, secondo i quali alberi cavi e muri vecchi e cadenti vanno eliminati. Nei nostri giardini possiamo ovviare a questo problema lasciando in piedi i vecchi alberi e collocando strutture atte alla costruzione di nidi.

I nidi artificiali possono essere costruiti o acquistati, ecco alcune regole da seguire:

•    I ripari vanno appesi a 1,5 - 5 metri di altezza.
•    Il foro d’entrata e d’uscita va posizionato in direzione sud-est.
•    Il luogo prescelto deve essere ombreggiato.
•    I ripari vanno fissati in autunno o, al più tardi, alla fine dell'inverno.
•    Alla fine di agosto si consiglia di effettuare una pulizia dei ripari.
•    È necessario svolgere dei controlli da metà fino a fine maggio.
•    Gli uccelli morti vanno eliminati.

I vantaggi dei nidi artificiali

Le cassette-nido sono utili per quelle specie di uccelli che normalmente nidificano all’interno di alberi o anfratti, purtroppo però non per tutte. Esse sono infatti utili solo se gli uccelli sono poi in grado di trovare nelle vicinanze un ecosistema e un nutrimento adatti, cosa molto difficile proprio per le specie maggiormente in pericolo. I ripari per nidificazione non aiutano quindi la civetta, né l'upupa e neppure il torcicollo, ma in compenso sono utilissimi per le cince e per alcune altre specie. Le cassette-nido consentono inoltre a un numero maggiore di pulcini di sopravvivere.

Dov’è possibile collocare i nidi artificiali?

•    Nei giardini.
•    Sui muri delle case.
•    All’interno di frutteti e parchi.
•    Nei boschi.

Quanti nidi artificiali è possibile collocare all’interno della stessa area?

Il numero di cassette-nido varia a seconda del luogo prescelto e delle specie di uccelli che si vogliono proteggere. Qui di seguito delle cifre approssimative.

•    Nei giardini: appendere un nido sulla metà degli alberi disponibili. I nidi che rimarranno vuoti serviranno come rifugi notturni provvisori.
•    Nei frutteti e nei boschi: fino a 30 esemplari ogni 10 ettari.

Quali sono i luoghi ideali?

I nidi costituiscono una valida alternativa agli incavi degli alberi, solitamente presenti ovunque in natura. Nell’appendere i ripari per nidificazione si può quindi essere molto flessibili, adattandosi di volta in volta alle particolarità del territorio. L’altezza ideale per uccelli di taglia piccola è di 2-3 metri. È comunque possibile posizionare i ripari più in alto qualora si temessero eventuali atti di vandalismo. I fori d’entrata e d’uscita vanno posizionati in direzione est o sud-est. È inoltre importante non collocarli al sole, bensì tenerli sempre in luoghi sufficientemente ombreggiati.

Come bisogna fissare i nidi artificiali?

I ripari vanno fissati a un ramo usando per esempio ganci o staffe di ferro oppure cordoncini di plastica per permettere un facile smontaggio durante il periodo di pulizia annuale. È possibile appoggiarli al tronco oppure lasciarli oscillare da un ramo per renderli più sicuri dagli attacchi dei gatti. Non utilizzare chiodi né fil di ferro sugli alberi vivi.

Qual è il momento migliore per fissare i nidi artificiali? Quando è necessario pulirli?

I ripari vanno fissati alla fine dell’estate, in autunno o, al più tardi, alla fine dell’inverno. Prima lo si fa, meglio è. In questo modo si permette agli uccelli di abituarsi alla presenza dei ripari e li si rende disponibili giusto in tempo per l’arrivo del freddo e dell’umidità. Si consiglia di svolgere la pulizia annuale tra settembre e la fine di febbraio, eliminando escrementi e resti di nidi. In caso di forte infestazione di parassiti è possibile disinfettare i ripari affumicandoli con un giornale usato a mo’ di torcia o con acqua e sapone di potassa.

Come si costruisce un nido artificiale?

Innanzitutto è necessario procurarsi del legno di pino o di abete non piallato spesso 20 mm. Il legno compensato e il truciolato non sono sufficientemente resistenti e quindi inadatti. Le assi vanno collegate tra loro usando viti. Si consiglia di trattare le superfici esterne con una sostanza contro l'umidità, gli insetti e la formazione di funghi, preferibilmente un prodotto biologico, per esempio l’olio di lino. Un trespolo davanti al foro d’entrata non è necessario. È importante che il riparo sia apribile per consentirne la pulizia. Il sistema più facile è quello di dotarlo di una parete anteriore o posteriore amovibile. Si consiglia inoltre di praticare sul fondo almeno due fori di arieggiamento del diametro di circa 5 mm. Durante la pulizia assicurarsi che i fori non siano tappati. Per proteggere la struttura dai picchi è necessario applicare una copertura di latta zincata attorno al foro d’entrata, limandone bene gli spigoli.

Se si vuole ospitare una famiglia di torcicolli, che non costruiscono nidi, il riparo deve essere ricoperto da un leggero strato di trucioli. Il codirosso apprezza invece ambienti moderatamente illuminati. Per lui si possono praticare due fori piccoli del diametro di 30 mm oppure un foro grande di 50 mm sbarrato più o meno al centro da filo di ferro per impedire l’entrata di storni.
I ripari per nidificazione, soprattutto se dotati di fori d'entrata e d’uscita con un diametro superiore ai 30mm, vengono spesso usati anche da altre specie di uccelli, per esempio passeri o storni, o da altre specie animali, per esempio calabroni, vespe o bombi. Nei boschi i ripari tornano inoltre utili anche a ghiri e a moscardini. Questi animali hanno lo stesso diritto a vivere degli uccelli, quindi è giusto tollerare la loro presenza!